Divisa a metà tra scienza e creatività

Archivio per gennaio, 2009

Il ponte dell’arcobaleno

TESTO DELL’INTERVENTO

 IL PONTE DELL’ARCOBALENO

 

testo tratto dal blog di ISA- FIORE

 

Per ricordare BILL e tutti gli animali che si trovano con lui sul ponte dell’arcobaleno:

                                                                                    

C’e’ un posto in paradiso, chiamato "Ponte dell’Arcobaleno".
Quando un animale muore va al ponte dell’arcobaleno.
Ci sono prati e colline per tutti, cosi’ che possano correre e giocare insieme.
C’e’ tanto cibo, acqua e sole e tutti sono al caldo e stanno bene.
Quelli che erano vecchi e malati sono ora forti e vigorosi.
Quelli che erano feriti o storpi e quelli che noi abbiamo usato, senza ritegno e rimorso, per i nostri bisogni, sono di nuovo integri e forti.
Tutti sono felici e contenti, tranne che per una piccola cosa: quelli che sono stati cari a qualcuno e che hanno dovuto lasciare indietro coloro che hanno amato, ne sentono la mancanza?
Corrono e giocano insieme, ma un bel giorno uno di essi improvvisamente si ferma e guarda lontano, verso l’orizzonte. I suoi occhi lucidi sono attenti, trema per l’impazienza: tutto ad un tratto si stacca dal gruppo e comincia a correre, volando sul verde prato, sempre piu’ veloce.
Ti ha riconosciuto, e quando finalmente sarete insieme, vi stringerete in un abbraccio pieno di gioia, per non lasciarvi piu’.
Una pioggia di baci felici bagnera’ il tuo viso; le tue mani accarezzeranno di nuovo l’amata testolina e fisserai ancora una volta i suoi fiduciosi occhietti,
per tanto tempo lontano dalla tua vita ma mai assenti nel tuo cuore.
Allora attraverserete, insieme, il Ponte dell’Arcobaleno

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PREMIO AMICIZIA ROSA BIANCA E PREMIO COPPA DELL’AMICIZIA

     

 

Ringrazio di cuore le mie amiche

NATALIYA e   KRISTY

che generosamente mi hanno donato questi premi!!!!

EPIFANIA

 

EPIFANIA : MANIFESTAZIONE DI CRISTO.

 

L’Epifania è una delle principali feste religiose dell’anno, che la Chiesa cattolica festeggia dodici giorni dopo il Natale, il 6 gennaio.
Questo vocabolo deriva dal greco Eptfaneia cioè "manifestazione", assumendo nella tradizione cristiana il significato del primo manifestarsi dell’umanità e divinità di Gesù Cristo ai Re Magi.

Secondo alcuni studiosi di tradizioni folcloristiche il personaggio della Befana sarebbe tratto da alcune tradizioni precristiane dove si bruciavano dei fantocci raffiguranti vecchi alla fine dell’anno per simboleggiare il rinnovarsi della vita.

Il personaggio nella mitologia popolare è oggi presentato come una vecchietta dal naso aquilino con uno scialle e le scarpe rotte che, viaggiando su una scopa e volando di tetto in tetto, si reca a portare doni che trasporta in un enorme sacco sulle spalle a tutti i bambini. I regali vengono posti in una calza appesa al caminetto o vicino ad una finestra. La tradizione vuole che se il bambino è stato buono vi sia un regalo e dei dolci, se è stato cattivo vi troverà carbone.

Sempre la tradizione vuole che venga lasciato alla Befana un mandarino o un’arancia con un bicchiere di vino in modo che si possa rifocillare.
Il mattino successivo insieme ai regali i bambini troveranno il bicchiere vuoto, le bucce e l’impronta della mano della Befana sulla cenere.

Nel passato, la Befana era anche occasione per i meno benestanti di racimolare doni recandosi porta a porta a chiedere una sorta di "elemosina". Anche questa tradizione, accanto a quella della calza, si è ripetuta, forse  ancora oggi quando si vedono frotte di bambini girare di casa in casa la sera del 5 gennaio a richiedere doni e caramelle, cantando le famose filastrocche alla Befana dedicate.

  

 

La leggenda

 

I Re Magi stavano andando a Betlemme per rendere omaggio al Bambino Gesù.

Giunti in prossimità di una casetta decisero di fermarsi per chiedere indicazioni sulla direzione da prendere.

Bussarono alla porta e venne ad aprire una vecchina.

I Re Magi chiesero se sapeva la strada per andare a Betlemme perchè là era nato il Salvatore.

La donna che non capì dove stessero andando i Re Magi, non seppe dare loro nessuna indicazione.

I Re Magi chiesero alla vecchietta di unirsi a loro, ma lei rifiutò perchè aveva molto lavoro da sbrigare.

Dopo che i tre Re se ne furono andati, la donna capì che aveva commesso un errore e decise di unirsi a loro per andare a trovare il Bambino Gesù.

Ma nonostante li cercasse per ore ed ore non riuscì a trovarli e allora fermò ogni bambino per dargli un regalo nella speranza che questo fosse Gesù Bambino.

E così ogni anno, la sera dell’ Epifania lei si mette alla ricerca di Gesù e si ferma in ogni casa dove c’è un bambino per lasciare un regalo, se è stato buono, o del carbone, se invece ha fatto il cattivo.

 

La filastrocca della Befana

La Befana vien di notte,

con le scarpe tutte rotte,

il cappello alla romana, 

v

iva viva la Befana!         

 

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